Come crescono le aziende di gambling: PartyGaming acquista, Playtech taglia il rakeback

Partygaming spende oltre 100 milioni di sterline per incrementare la sua fetta di mercato.

Da qualche tempo giravano molti voci riguardo a chi acquisterà il gruppo di gioco online Cashcade. Finalmente il 23 luglio è stata data ufficialità alla notizia: il gruppo PartyGaming ha concluso il costoso accordo di 100 millioni di sterline (circa 118 millioni di euro). L’acquisto è stato ufficializzato da un comunicato di PartyGaming sul suo sito ufficiale. Si credeva che la 888.com fosse la più interessata idonea ad acquisire Cashcade, proprietaria dei siti Foxy Bingo e Getminted. Sembrava una conclusione scontata anche perché Cashcade è probabilmente il titolare più grande sulla piattaforma bingo Globalcom della 888. A sorpesa Gigi Levy, capo esecutivo della 888, ha dichiarato alla stampa che pur avendo considerato l’opzioni di acquisire Cashcade non ha ritenuto vantaggioso il prezzo. Anche se un rivale volesse prendere possesso della Cashcade il contratto con la Globalcom è ancora valido per altri due anni. Non ci sorprederebbe che entro il 2012 anche lo storico marchio 888 entrasse a far parte dell’impero di PartyGaming. 888, società pionere dei casinò online non naviga in buone acque e gli attuali proprietari potrebbero essere tentati di vendere.
Sal canto suo, dopo la contestazione legale con il dipartimento di giustizia statunitense in aprile, Partygaming ha espresso la volontà di effettuare nuovi acquisti nel settore del gioco online. Questo accordo sarà probabilmente il primo di una lunga serie, PartyGaming ha di recente valutato l’acquisizione di GigaMedia, proprietario del famoso sito Everest Poker.

La Partygaming pagherà 75 millioni di sterline per assumere il controllo della società. I restanti 25 millioni di sterline saranno poi pagati entro la fine del 2010 a seconda del rendimento della società. La Cashcade ha molto potenziale per quanto riguarda il bingo. Dal suo lancio nel 2000 l’impresa è cresciuta sostanzialmente, generando durante l’anno scorso più di 12 millioni di sterline di margine operativo lordo ( EBITDA).

L’acquisto di Cashcade è il paradigma dell’attuale tendenza di acquisizioni e alleanze strategiche

Si definisce sempre il mercato del gioco online. Le grandi aziende comprano, inglobano compagnie più piccole, acquisiscono sempre maggiori quote di mercato e stabiliscono alleanza di ferro ( accordi Playtech Betfair) . Il futuro del gioco d’azzardo sarà una sorta di oligopolio competitivo, una situazione simile a quanto succede con il mercato delle automobili. Pochi grandi gruppi si contenderanno la quasi totalità del mercato, con accordi e partnership tesi a limitare la concorrenza.  Le parole stesse dei responsabili della Playtech confermano come le società formati un network (in questo caso iPoker) spesso concordano strategie e prezzi. Questa settimana Danny Frishman, Responsabile poker della Playtech, intervenendo al dibattito sui rakeback che si sta tenendo su EGRmagazine.com ha spiegato le motivazioni che hanno spinto Playtech a proibire il rakeback invece di stabilire un tetto e sorvegliarlo come fanno molti altri network. “Dando ai giocatori un percentuale costante del rake si sta creando una vera e propia guerra dei prezzi, reducendo miseramente il limite minimo senza incorraggiare i giocatori ad essere leali. Stanno uccidendo l’industria perché tolgono soldi che sarebbero destinati agli svilupatori per migliorare sia piatteforme che promozioni, ” ha dichiarato Frishman.Cosa comporta questo per i pokeristi? No rackback = meno soldi per giocare = più depositi. La scomparsa del rakeback implica che chi gioca a poker dovrà depositare di più per giocare. Eppure in un mercato competitivo qualche poker room potrebbe essere tentata a continuare a dare il rakeback. Frishman è stato chiaro: “Se qualcuno non si attiene a questo divieto non esiteremo a fare in modo che lo rispettano.” Più che una promessa una minaccia.

Fonti: Wall Street Journal, sito ufficiale PartyGaming, EGRmagazine

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Tag: partygaming, Playtech

agosto 5th, 2009 News | Lascia il primo commento

PartyPoker: rilancio o bluff?

PartyGaming presenta un piano industriale di tre anni

L’amministratore delegato di PartyGaming, Jim Ryan, ha rilasciato un’intervista durante il periodo natalizio al Financial Times rivelando i suoi piani per il futuro.

Ryan, canadese d’origine, ha preso in mano le redini della PartyGaming a maggio dal suo compatriota Mitch Garber. Ha 22 anni d’esperienza al livello esecutivo nel campo del Internet e tecnologico, tra l’altro, è stato direttore generale della società St.Minver. Durante l’intervista ha rivelato che la sua gestione seguirà un piano teso a riportare la PartyGaming alla gloria d’un tempo nel mondo del poker online e a recuperare in termini di profitti e fatturato.

“Stavamo rincorendo profitti trimestrali ma il mercato è diventato così competitivo che si deve per forza avere degli obbiettivi. Non siamo rallentando ma concentrandoci.” ha dichiarato Ryan. Il 46enne manager sostiene inoltre che non è ancora chiaro se il gioco online diventerà legale negli USA in seguito all’elezione del nuovo presidente Barack Obama. Ciononostante sarà pronto per questa evenienza. Nei prossimi 3 anni ci saranno solo cinque operatori poker di rilievo e la Partygaming sarà una di quelle, dice con sicurezza Ryan. Ha anche espresso che il loro compito più importanteal momento è di acquisire più giocatori di casino online e scommettitori. Parlando degli operatori di piattaforme integrate che offrono poker, casinò, sportbook, bingo ed altro da un sito unico, Ryan ha dichiarato con sicurezza “Partygaming offre sei prodotti diversi da una piattaforma unica. Un deposito, un solo conto. Questa è ancora il principale obiettivo strategico per molti dei nostri competitori. Noi, invece, ce l’abbiamo già.”

Fonte : Financial Times

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Tag: partygaming, Poker

gennaio 9th, 2009 News, Poker | Lascia il primo commento

Fondatore di Party Gaming multato per 300 milioni di dollari

Anurag Dikshit, uno dei fondatori di Party Poker di fronte alla Giustizia americana

Il principale azionista di Partygaming ha accettato di pagare un risarcimento di 300 milioni di dollari alle autorità americane.

Anurag Dikshit, uno dei tre fondatori di Party Poker, ne possiede attualmente il 27% delle azioni e rischia fino a 2 anni di carcere

per il ruolo di direttore avuto dal 1996 al 2006. Durante tale periodo Party Poker ha accettato puntate e depositi da giocatori provenienti dagli Stati Uniti. Dikshit, presente nella top 100 degli uomini più ricchi dell’India, ha ideato il software utilizzato da Pary Gaming per offrire il suo prodotto principale ovvero il poker online. L a quotazione di PartyGaming presso la borsa di Londra dal 2004 rappresenta ancora oggi una delle più grandi offerte iniziali di acquisto. Dal 2006 l’azienda ha visto diminuire sia il suo fatturato che la quotazione delle sue azioni, nonostante al poker abbia aggiunto nuovi prodotti (PartyCasino, PartyBet oltre al bingo e al backgammon).

Probabilmente il milionario indiano spera che l’essersi presentato dal giudice spontaneamente possa evitare il carcere. Gli altri due fondatori di Party Poker, Ruth Parasol e Russ DeLeon sembrerebbero contrari a qualsiasi tipo di patteggiamento.

Secondo fonti vicine alla coppia,  Parasol e Russ ritengono che la nuova amministrazione americana si concentrerà su problemi di maggiore urgenza rispetto al gambling online.

Una pietra miliare nel gambling online

Era noto fin dalla campagna elettorale che l’atteggiamento di Barack Obama verso i casino online non sarebbe stato aggressivo come quello dell’ultima amministrazione repubblicana ma neanche tenero. La nomina di Eric Holder a attorney general (alto funzionario con funzione di consulenza giuridica al Presidente) non è certo un buon segnale. Holder si è sempre dichiarato un sostenitore della UIGEA, la legge americana contro il gambling online.

Sembra quindi che per i casino online diminuiscano  sempre di più le possibilità di accettare nuovamente i giocatori americani. Partypoker ha visto il suo fatturato diminuire nettamente dopo l’uscita dal mercato statunitense e l’espanzione in Europa si è rivelata più difficile del previsto a causa dell’elevata concorrenza.

Fonte: Financial Times 18.12.08

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Tag: fatturato, partygaming

dicembre 27th, 2008 News, Poker | Lascia il primo commento

Fatturato dei casino online: periodo nero per PartyGaming

La ex "più grande poker room del mondo". Fatturato in calo dopo l'uscita dal mercato USA

Stando agli ultimi dati pubblicati sul sito ufficiale, non è un buon periodo per il colosso del gambling PartyGaming.

Fondata nel 1997, PartyGaming ha lanciato il poker online mentre questo settore era agli albori. Nel 2004 la quotazione di PartyGaming rappresentata a tutt’oggi la più grande IPO nella storia della Borsa di Londra. Il gruppo attualmente offre tutti i prodotti del gambling on line tramite vari marchi tra i quali PartyPoker.com, PartyCasino.com, PartyBingo.com, PartyGammon.com (sito per giocare a backgammon), un bookmaker dal nome PartyBets.com e scommesse finanziarie tramite PartyMarkets. Una scommessa finanziaria nel senso letterale nel termine l’hanno fatto quegli investitori che nei primi mesi successivi all’IPO comprarono le azioni di Partygaming a circa 15 sterline per vederle drammaticamente diminuire di valore nei mesi successivi (nel momento in cui scriviamo un’azione di Partygaming vale poco più di 2 sterline).

Oltre alla caduta drastica del titolo, la crisi del gigante del poker è aggravata da un fatturato molto deludente dell’ultimo anno. L’azienda ha annuciato la riduzione di un terzo del personale presente a Gibilterra. Attualmente, il quartier generale di Partygaming impiega 320 persone. Da notare che questo annuncio ha seguito di qualche giorno un altro simile del bookmaker Bodog che ha annunciato una drastica riduzione dei posti di lavoro, dovuta a un calo netto del fatturato in seguito alla perdita di posizioni sul mercato USA. Sembra che un problema comune a entrambe le società sia quello di attirare nuovi clienti. Finto il boom negli USA in seguito alle misure anti gambling prese dal Congresso americano ( UIGEA ), molti bookmaker e casino online si sono visti costretti a puntare su Europa e Asia, come è il caso di Playtech sempre più presente sul mercato italiano. In particolar modo il mercato europeo si dimostra sempre più concorrenziale e ostico per aziende che per anni hanno visto oltre il 70% del loro fatturato prodotto dai giocatori americani.

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Tag: Casino, fatturato, partygaming, Poker

settembre 24th, 2008 News, Poker | 1 commento