Playtech raccoglie i frutti dell'accordo con William Hill: fatturato a +46% nel primo trimestre 2009. Ma il titolo va giù in Borsa
In questi tempi di crisi sono poche le aziende che possono vantare un incremento dei guadagni. Playtech, azienda leader del gioco online, ha annunciato un incremento del fatturato di 36 milioni di euro durante il primo trimestre del 2009. Teddy Sagi,l’imprenditore israeliano detentore della maggioranza del gruppo, è stato l’artefice del patto che ha creato la William Hill Online (WHO), joint venture nella quale Playtech ha inglobato i casinò, la poker room e il programma di affiliazione conosciuti sotto il nome di Cpays. Tuttavia sarebbe una forzatura attribuire alla nascita della WHO il merito dell’aumento del fatturato. L’aumento è da attribuire a una sinergia di vari fattori, in primis alle royalties versate da società come AffClub (PartyGaming) e Baraka Gaming. Performance positiva anche per il bingo e per la controllata Videobet, azienda produttrice di slot machine e videopoker reali, in Italia sono famose le slot da bar Star diamond e Regina delle piramidi.
Eppure le azioni della società, quotate nella Borsa di Londra sono in costante calo. Che cosa è successo in questi mesi? I dati economici sono positivi se confrontati con il primo trimestre 2008, ma in calo rispetto agli ultimi 3 mesi del 2009 ( – 10%). Mor Weizer,direttore generale della Playtech ha dichiarato al Financial Times che in tempi di recessione questi risultati sono “tutt’altro che negativi”. In realtà, come dimostra la sfiducia della Borsa, la società anglo-israeliana ha realizzato una perdita proprio nel trimestre in cui si aspettava un’ulteriore crescita. Il secondo trimestre del 2009 sarà fondamentale per capire dove porterà l’alleanza tra questi due giganti del gambling.
Fonti: Playtech, Financial Times.
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maggio 16th, 2009
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Problemi relativi alla politica promozionale hanno portato all'esclusione dal network Playtech.
Il 26 dicembre scorso iPoker , uno dei network di poker più grandi al mondo, ha rilasciato la notizia che dal 24 gennaio 2009 sia la NoIQ Poker che la Carlos Poker non ne faranno più parte. La iPoker aveva gia espulso la Maestro Poker per delle non meglio specificate violazioni. Gira voce che altri operatori del network si sono lamentati della politica di NoIQ Poker portando prima ad una ammonizione, seguita da una sospensione nei primi di dicembre fino alla notizia d’espulsione subito dopo Natale. Sembrerebbe che NoIQ Poker abbia violato le regole sulle promozioni prevista dalla iPoker, in particolare quelle sul rimborso del rake ( da non confodersi con il cash back dei casino online) . Stando alla ultime notizie sembrerebbe che la NoIQ Poker, società sussidiaria della Flop Group, si trasferirà al network scandinavo Entraction. La Carlos Poker è propietà della società Mantaray con sede in Costa Rica, sussidiaria a sua volta della società inglese Parabol, uno dei 9 siti di propietà del gruppo Unibet plc. Pertanto Carlo Poker non avrà problemi a trovare un altro network che li ospiti, ma restano tutt’ora ignote le ragioni dietro la loro espulsione. Da parte di iPoker non sono ancora pervenute dichiarazioni al riguardo.
La iPoker è uno dei network più grandi al mondo, superato solo da PokerStars e Full Tilt Poker. iPoker è il più grande network che non accetta giocatori dall’USA. Le opportunità di certo non mancano su questo network che utilizza il software Playtech, produttore con fatturato espansione in Europa ed Asia. Lo scorso anno Playtech ha firmato vari accordi, tra i quali uno con la SNAI per il poker . iPoker ospita il campionato europeo di poker online European Championship of Online Poker (meglio conscuito come ECOOP) che è gia alla sua terza stagione grazie a i suoi tornei satellite alcuni fortunatissimi giocatori potranno partecipare al ECPoker tour a Salisburgo in Austra e persino al Manila all’Asian Poker Tour. Inoltre, mette in palio posti per l’Aussie Millions che si terrà a Sydney in Australia il 18 gennaio e ad aprile manderà diversi giocatori al Irish Open a Dublino.
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gennaio 6th, 2009
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Anurag Dikshit, uno dei fondatori di Party Poker di fronte alla Giustizia americana
Il principale azionista di Partygaming ha accettato di pagare un risarcimento di 300 milioni di dollari alle autorità americane.
Anurag Dikshit, uno dei tre fondatori di Party Poker, ne possiede attualmente il 27% delle azioni e rischia fino a 2 anni di carcere
per il ruolo di direttore avuto dal 1996 al 2006. Durante tale periodo Party Poker ha accettato puntate e depositi da giocatori provenienti dagli Stati Uniti. Dikshit, presente nella top 100 degli uomini più ricchi dell’India, ha ideato il software utilizzato da Pary Gaming per offrire il suo prodotto principale ovvero il poker online. L a quotazione di PartyGaming presso la borsa di Londra dal 2004 rappresenta ancora oggi una delle più grandi offerte iniziali di acquisto. Dal 2006 l’azienda ha visto diminuire sia il suo fatturato che la quotazione delle sue azioni, nonostante al poker abbia aggiunto nuovi prodotti (PartyCasino, PartyBet oltre al bingo e al backgammon).
Probabilmente il milionario indiano spera che l’essersi presentato dal giudice spontaneamente possa evitare il carcere. Gli altri due fondatori di Party Poker, Ruth Parasol e Russ DeLeon sembrerebbero contrari a qualsiasi tipo di patteggiamento.
Secondo fonti vicine alla coppia, Parasol e Russ ritengono che la nuova amministrazione americana si concentrerà su problemi di maggiore urgenza rispetto al gambling online.
Una pietra miliare nel gambling online
Era noto fin dalla campagna elettorale che l’atteggiamento di Barack Obama verso i casino online non sarebbe stato aggressivo come quello dell’ultima amministrazione repubblicana ma neanche tenero. La nomina di Eric Holder a attorney general (alto funzionario con funzione di consulenza giuridica al Presidente) non è certo un buon segnale. Holder si è sempre dichiarato un sostenitore della UIGEA, la legge americana contro il gambling online.
Sembra quindi che per i casino online diminuiscano sempre di più le possibilità di accettare nuovamente i giocatori americani. Partypoker ha visto il suo fatturato diminuire nettamente dopo l’uscita dal mercato statunitense e l’espanzione in Europa si è rivelata più difficile del previsto a causa dell’elevata concorrenza.
Fonte: Financial Times 18.12.08
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dicembre 27th, 2008
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Il leader europeo dei casinò on line in crescita sostenuta e costante
Playtech ha annunciato oggi i risultati del trimestre luglio-settembre 2008. Il CEO (Direttore generale) di Playtech Mor Wizer insieme al CFO (Direttore finanziario) Shuki Barak hanno tenuto una conferenza questa mattina nel quartier generale dell’azienda a Londra.
Il fatturato di Playtech è aumentato del 67% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato per un totale di 28,5 milioni di euro. L’azienda ha anche cambiato la sua valuta contabile da dollari in euro, moneta nelle quale avvengono il 70% delle transazioni.
Playtech è l’azienda leader in termini di fatturato dell’online gambling (casino online, poker e bingo). In Italia Playtech ha attirato l’interesse dei mezzi di comunicazione dopo il suo accordo con la SNAI per fornire una piattaforma di poker online. Playtech fornirà anche il software per giocare a poker a tre aziende con una forte presenza sul mercato italiano: Eurobet (gruppo Gala Coral), SISAL e Cogetech. Si tratta di quattro accordi molto importanti all’interno delle strategia di espansione sul mercato europeo, ai quali ha fatto seguito il mese scorso la conclusione di un patto con lo storico bookmaker inglese William Hill.
La ricetta di Playtech per il successo: innovazione, alleanze e solidità finanziaria
L’agenzia di brokeraggio Collins Stewart ha etichettato il titolo Playtech con “Buy”, ovvero consiglia ai suoi clienti di comprare azioni Playtech, che incassa anche l’ok di Deutsche Bank che prevede una crescita sostenuta anche in futuro per la società di egaming. Secondol’investment banking Collins Stewart Playtech aumenterà ulteriormente il fatturato del 29% nel corso del 2009 grazie al lancio di nuovi prodotti (una versione flash del poker, un P2P asiatico eccetera) e lo sviluppo di sinergie già esistenti (Cpays – William Hill)
In dettaglio, il fatturato dei casino online Playtech è cresciuto del 75% per un totale di 57,3 milioni di euro, comparato con lo stesso periodo nel 2007; il poker ha mostrato una crescita dell’ 88% ovvero 21,5 milioni di euro. Da un punto di vista geografico l’Europa genera il 69% in termini di profitto, il 25% proviene dall’Asia e il restante 6% dal resto del mondo.
Fonte: sito ufficiale Playtech
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novembre 11th, 2008
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Dall'alleanza con Playtech nasce William Hill Online Affiliate Programm
William Hill e Playtech hanno annunciato ieri un accordo che permetterà a William Hill, storico bookmaker inglese, di sbarcare in Europa con un piattaforma di poker e casino online. Tale accordo creerà un vero e proprio gigante del gioco d’azzardo online portando alla creazione della William Hill Online.
L’operazione in questione prevede due fasi e permette a William Hill di raggiungere importanti risultati strategici, mentre Playtech continuerà a rafforzare la propria presenza in Europa.
Playtech rileva Cpays e Webroute Affiliates.
In una prima fase, Playtech acquisterà i siti, la rete affiliaiti e il datebase di Webroute Affiliates e di Cpays. Si tratta di casino online molto conosciuti in Europa, in particolare il gruppo israeliano Cpays è noto tramite i marchi Joyland Casino e CD Poker. Il prezzo totale di questa operazione ammonta a 250 milioni di euro.
Questa acquisizione implica che Cpays diventerà “William Hill Online Affiliate Programm”, la struttura di Cpays si occuperà dell’affiliazione di tutti i siti della nuova entità.
Playtech immette capitale in una joint-venture con William Hill
In un secondo tempo, Playtech immetterà del capitale nella joint-venture “William Hill Online” in cambio del 29% della nuova società, con possibilità di arrivare a possederne il 32%.
L’accordo ha una durata di 5 anni ed entrerà in vigore a partire da gennaio 2009. Il fatturato 2008 della nuova società (poker e casino online) è stimato intorno ai 328 milioni di dollari.
William Hill sbarca sul continente e sviluppa il casinò e il poker
In base a questo annuncio, William Hill mette a segno due importanti obiettivi. Il colosso delle scommesse britannico entra nell’industria dei casino online e del poker insieme al leader mondiale Playtech. Allo stesso tempo differenzia i suoi investimenti entrando da protagonista sul mercato continentale.
Per i casino acquisiti questo vuol dire ottenere una licenza del Regno Unito. Questo porterebbe il gruppo Cpays a fregiarsi di una licenza dell’Unione Europea (al momento tra i casino Playtech solo il gruppo Baraka Gaming è in possesso di una licenza europea) e di poter pubblicizzare legalmente il proprio prodotto in Gran Bretagna.
Per Playtech il patto con William Hill arriva subito dopo l’accordo siglato con la SNAI e rappresenta un altro passo verso il primato dell’industria europea del gioco online.
Fonti : Playtech; Telegraph.co.uk
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ottobre 21st, 2008
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La ex "più grande poker room del mondo". Fatturato in calo dopo l'uscita dal mercato USA
Stando agli ultimi dati pubblicati sul sito ufficiale, non è un buon periodo per il colosso del gambling PartyGaming.
Fondata nel 1997, PartyGaming ha lanciato il poker online mentre questo settore era agli albori. Nel 2004 la quotazione di PartyGaming rappresentata a tutt’oggi la più grande IPO nella storia della Borsa di Londra. Il gruppo attualmente offre tutti i prodotti del gambling on line tramite vari marchi tra i quali PartyPoker.com, PartyCasino.com, PartyBingo.com, PartyGammon.com (sito per giocare a backgammon), un bookmaker dal nome PartyBets.com e scommesse finanziarie tramite PartyMarkets. Una scommessa finanziaria nel senso letterale nel termine l’hanno fatto quegli investitori che nei primi mesi successivi all’IPO comprarono le azioni di Partygaming a circa 15 sterline per vederle drammaticamente diminuire di valore nei mesi successivi (nel momento in cui scriviamo un’azione di Partygaming vale poco più di 2 sterline).
Oltre alla caduta drastica del titolo, la crisi del gigante del poker è aggravata da un fatturato molto deludente dell’ultimo anno. L’azienda ha annuciato la riduzione di un terzo del personale presente a Gibilterra. Attualmente, il quartier generale di Partygaming impiega 320 persone. Da notare che questo annuncio ha seguito di qualche giorno un altro simile del bookmaker Bodog che ha annunciato una drastica riduzione dei posti di lavoro, dovuta a un calo netto del fatturato in seguito alla perdita di posizioni sul mercato USA. Sembra che un problema comune a entrambe le società sia quello di attirare nuovi clienti. Finto il boom negli USA in seguito alle misure anti gambling prese dal Congresso americano ( UIGEA ), molti bookmaker e casino online si sono visti costretti a puntare su Europa e Asia, come è il caso di Playtech sempre più presente sul mercato italiano. In particolar modo il mercato europeo si dimostra sempre più concorrenziale e ostico per aziende che per anni hanno visto oltre il 70% del loro fatturato prodotto dai giocatori americani.
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settembre 24th, 2008
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