Fondatore di Party Gaming multato per 300 milioni di dollari

Anurag Dikshit, uno dei fondatori di Party Poker di fronte alla Giustizia americana

Il principale azionista di Partygaming ha accettato di pagare un risarcimento di 300 milioni di dollari alle autorità americane.

Anurag Dikshit, uno dei tre fondatori di Party Poker, ne possiede attualmente il 27% delle azioni e rischia fino a 2 anni di carcere

per il ruolo di direttore avuto dal 1996 al 2006. Durante tale periodo Party Poker ha accettato puntate e depositi da giocatori provenienti dagli Stati Uniti. Dikshit, presente nella top 100 degli uomini più ricchi dell’India, ha ideato il software utilizzato da Pary Gaming per offrire il suo prodotto principale ovvero il poker online. L a quotazione di PartyGaming presso la borsa di Londra dal 2004 rappresenta ancora oggi una delle più grandi offerte iniziali di acquisto. Dal 2006 l’azienda ha visto diminuire sia il suo fatturato che la quotazione delle sue azioni, nonostante al poker abbia aggiunto nuovi prodotti (PartyCasino, PartyBet oltre al bingo e al backgammon).

Probabilmente il milionario indiano spera che l’essersi presentato dal giudice spontaneamente possa evitare il carcere. Gli altri due fondatori di Party Poker, Ruth Parasol e Russ DeLeon sembrerebbero contrari a qualsiasi tipo di patteggiamento.

Secondo fonti vicine alla coppia,  Parasol e Russ ritengono che la nuova amministrazione americana si concentrerà su problemi di maggiore urgenza rispetto al gambling online.

Una pietra miliare nel gambling online

Era noto fin dalla campagna elettorale che l’atteggiamento di Barack Obama verso i casino online non sarebbe stato aggressivo come quello dell’ultima amministrazione repubblicana ma neanche tenero. La nomina di Eric Holder a attorney general (alto funzionario con funzione di consulenza giuridica al Presidente) non è certo un buon segnale. Holder si è sempre dichiarato un sostenitore della UIGEA, la legge americana contro il gambling online.

Sembra quindi che per i casino online diminuiscano  sempre di più le possibilità di accettare nuovamente i giocatori americani. Partypoker ha visto il suo fatturato diminuire nettamente dopo l’uscita dal mercato statunitense e l’espanzione in Europa si è rivelata più difficile del previsto a causa dell’elevata concorrenza.

Fonte: Financial Times 18.12.08

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Tag: fatturato, partygaming

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dicembre 27th, 2008 News, Poker | Lascia il primo commento

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