Il poker online sbarca sul Corriere della Sera (con risultati deludenti)
I quotidiani nazionali dedicano sempre più spazio al poker. Importante parlare di questo fenomeno sociale ma c'è bisogno di maggiore professionalità e accuratezza.
Aveva cominicato Panorama con uno speciale dedicato a Pokerstars. Ha seguito la coppia Repubblica – L’Espresso con articoli e speciali sul mondo del poker e delle scommesse online. Ora anche il primo quotidiano nazionale “sbatte il poker in prima pagina”.
Lorenzo Salvia racconta lo “sdoganamento” del poker, da gioco d’azzardo giocato in fumose bische clandestine a normale passatempo utile addirittura per il curriculum: “Come per gli scacchi giocare a poker aiuta la capacità di concentrazione, di valutazione dei rischi e anche di leggere la persona che si ha davanti. Doti tutte utili nel mondo del lavoro.”
L’articolo del quotidiano di via Solferino prevede anche tempi duri per le famigerate punto com. Infatti, l’AAMS avrebbe “eliminato (o quasi) i siti clandestini”. Proprio così: eliminato! Ma proprio a un sito “clandestino” Salvia regala la tribuna del Corriere e un incredibile ritorno pubblicitario. Il giornalista del Corsera cita fonti in teoria non legali in Italia, ovvero Everest poker, “uno dei siti di poker online più frequentati in Europa”. Fonte evidentemente da identificare con Marco Trucco (nome omen) responsabile per l’Italia della società canadese. In effetti i dati che avrebbe fornito Everest Poker sono attendibili trattandosi di una delle poker room più popolari in Italia, ma proprio questo contraddice quanto detto precedentemente, cioé che l’AAMS ha “eliminato” i siti “clandestini” (quelli senza licenza AAMS).
Informazioni non accurate sul Texas Hold ‘em e sui cash games: un articolo amatoriale di un giornalista professionista
Ma come è stato possibile questa cambiamento? Perché in Italia è sbarcato il Texas Hold’em dice Salvia, “il poker sportivo che può far vincere tanto ma perdere al massimo la posta iniziale, senza il rischio di bruciarsi tutto in una notte.” Quest’ultima affermazione fa capire quanto poco ferrato sia il giornalista in materia. Il Texas Hold ‘em presenta varie versioni tra le quali una “No limit” (la cosidetta Cadillac del poker) dove ci si può giocare anche la casa. Inoltre il gioco a tornei si può applicare a qualsiasi gioco di poker, anche al vecchio poker a 32 carte all’italiana. Non c’era bisogno dell’Hold ‘em per i tornei.
L’articolo finisce con una chiosa sull’utilità sociale del poker. “Un torneo di Texas Hold’em prodotto da 2Bcom e trasmesso da La7 che ha raccolto 150 mila euro per i terremotati abruzzesi. Giocare a poker per beneficenza. Chi l’avrebbe detto solo pochi anni fa?”. Già, chi l’avrebbe detto? Forse l’avrebbero detto tutti quei giocatori come Barry Greenstein che da decenni finanziano varie organizzazioni socialmente utili (http://www.barrygreenstein.com/charities/ ). Proprio l’Abruzzo avrebbe far dovuto suonare un campanello d’allarme nella testa di Lorenzo Salvia. Recita l’articolo 12 del Dl Abruzzo: “…adeguare, nel rispetto dei criteri già previsti dall’ordinamento interno, nonché delle procedure comunitarie vigenti in materia, il regolamento per la disciplina dei giochi di abilita` a distanza con vincita in denaro”. Ovvero in poche parole proprio la legalizzazione dei cash games che l’articolo del Corsera non contempla.
Il gambling online è un’industria giovane ed è difficile avere informazioni certe al riguardo. L’articolo del Corsera è stato scritto senza conoscere davvero la materia della quale si parla. Si danno informazioni non complete e si citano come fonti attendibili proprio gli stessi siti che poche righe dopo sono definiti “clandestini”. Infine si tralascia una notizia importante come la legalizzazione dei cash game contemplata dal DL Abruzzo. Il poker online coinvolge sempre più persone in Italia così come nel resto d’Europa: sarebbe opportuno che la stampa trattasse con maggiore attenzione questo fenomeno.
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